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UNA STORIA RICONOSCENTE

Non è stata certamente una notizia felice quella comunicata domenica 23 aprile al termine delle messe. La comunità religiosa delle Suore Orsoline di Somasca, termina la sua presenza nel coordinamento della Scuola dell’Infanzia ed anche nella nostra parrocchia. Sguardi smarriti, sorpresa e quel magone tipico di queste notizie.

Non è certo facile nemmeno per me annunciare questo: da poco presente in mezzo a voi, caricare ciascuno di voi di una notizia così grave, avrei preferito non doverlo fare.

Posso facilmente immaginare le domande che sorgono spontaneamente: perché? non c’è altra soluzione? come faremo? e la scuola dell’Infanzia? …

Questo passaggio cade tra l’altro in un anno che è l’anniversario della presenza delle suore a Cividino: arrivarono nel 1958, strettamente legate alla costruzione del nuovo asilo voluto e donato alla comunità dalla famiglia Diana. Sono quindi sessantacinque gli anni della loro presenza.

Avete ben presente in questi anni cosa significa perdere presenze così significative: non è la prima volta che ci si imbatte in un saluto carico di riconoscenza, ma che include anche il dolore del distacco.

Si è giunti a questa scelta, dopo che in questi mesi, ci siamo confrontati – io a nome della parrocchia e la madre generale dell’istituto – su necessità e possibilità. I tempi per molte comunità religiose si fanno impegnativi, e c’è la necessità di ridistribuire le forze per poter continuare il proprio specifico servizio pastorale.

Concretamente la presenza terminerà nel mese di agosto. Prima di quel tempo troveremo il tempo e il modo per salutare e ringraziare le suore, l’istituto e il Signore per quanto, con la loro presenza è stato seminato in questi anni. E ciascuno di voi può dirlo molto meglio di me.

 

La scuola dell’infanzia – che è parrocchiale – continuerà la sua presenza e il suo servizio. Ancora una volta, bisognerà reinvestire forze ed energie per continuare l’azione educativa. Ci aspettano tempi per prendere anche le decisioni necessarie per garantire il funzionamento e la gestione della scuola.

 

In questo tempo non facciamo mancare la nostra preghiera di ringraziamento e intercessione verso l’Istituto delle suore Orsoline di Somasca che tanto ha dato alla nostra comunità.

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CIVIDINO-QUINTANO
CHIESETTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA, IN ARRIVO UN LIBRO

Celebrare la memoria del proprio concittadino fra Pierangelo Pagani e la sua opera a favore della chiesetta di San Giovanni Battista, nella prospettiva di rivitalizzare l'utilizzo di quest'ultima: è questo l'obiettivo della proposta organizzata dalla parrocchia di Cividino-Quintano in occasione della Settimana della cultura della Diocesi di Bergamo.

Sabato 15 aprile alle 17 verrà presentato il volume in corso di pubblicazione, a cura dell'Ateneo di Bergamo, che racconta il restauro della chiesetta risalente al XII secolo effettuato nel 1978. Tra i principali promotori dell'opera di conservazione ci fu il francescano fra Pierangelo, nativo di Cividino e a lungo residente nel convento dei frati minori del paese.

«La proposta rientra nell'obiettivo più generale di riscoprire e valorizzare il patrimonio artistico di questa chiesa - spiega Roberto Volpi, referente della parrocchia di Cividino -. Nel 1978, dopo un periodo di degrado, è stata restaurata per iniziativa di fra Pierangelo. Dopo questo intervento, ha ricominciato ad essere utilizzabile».

Attualmente la chiesa viene utilizzata per scopi liturgici solo per la festa di San Giovanni Battista e per la Via Crucis della zona. «Ora ci piacerebbe valorizzarla perché abbia una vita culturale più attiva - prosegue Volpi -. Potrebbe ospitare per esempio delle mostre: speriamo che l'evento della Settimana della cultura sia solo l'inizio».

Proprio durante la Settimana, dal 15 al 23 aprile, la chiesetta ospiterà una mostra artistica. Sia la presentazione del libro sia la mostra intendono onorare fra Pierangelo ad un anno dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 marzo 2022 al convento Madonna delle Grazie.

Ad aprile verranno messi in mostra alcuni disegni preparatori realizzati da fra Pierangelo. Il francescano di Cividino fu apprezzato per la rivitalizzazione degli spazi sacri in sintonia con la riflessione teologico-liturgica del Concilio Vaticano II. Attraverso un intenso accostamento di luci sapeva creare uno spazio mistico in cui il fedele si sente abbracciato dall'armonia dello Spirito.

Oltre alle calcografie, fu autore di vetrate policrome per numerosi edifici sacri e non solo: una delle ultime sue opere fu la chiesa di San Bonaventura a Hong Kong.

La «sua» chiesa di San Giovanni ora si apre per ospitare la presentazione della sua pubblicazione e le sue opere.

Articolo di Francesco Ferrari (da L’eco di Bergamo – 23 gennaio 2023)

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