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COSA è LA CET?

La Comunità Ecclesiale Territoriale (CET) è l’articolazione diocesana che comprende parrocchie, unità pastorali, fraternità presbiterali, comunità di vita consacrata, aggregazioni laicali e opere presenti in un’area geografica definita.

La CET 5 include il territorio della ValCalepio e del Basso Sebino.

Essa è costituita con lo scopo di:

  • coadiuvare la missione e incentivare la cooperazione pastorale tra tutti i soggetti ecclesiali (parrocchie, unità pastorali, istituti religiosi, associazioni laicali, enti) in comunione con gli orientamenti diocesani;

  • promuovere e alimentare il rapporto tra comunità cristiana e territorio, inteso come rappresentazione dei mondi vitali, istituzionali, sociali, culturali.

 

A guida della CET è posto un Vicario Territoriale, scelto dal Vescovo: in questo momento è don Alessandro Beghini, parroco di Villongo.

Il lavoro della CET viene suddiviso in 4 aree tematiche cosiddette Terre Esistenziali, ciascuna coordinata da un coordinatore laico.

  • Terra esistenziale famiglia e educazione: Isabella Pirovano di Credaro

  • Terra esistenziale prossimità e cura: Paola Turani di Telgate

  • Terra esistenziale socialità e mondialità: Luigi Riboli di Paratico

  • Terra esistenziale cultura e comunicazione: Michele Bergamini di Predore

La CET è poi divisa territorialmente in fraternità, che raggruppano i sacerdoti di quel territorio: questi raggruppamenti si chiamano fraternità: Cividino “appartiene” alla Fraternità 1 della CET 5.

A guida di ciascuna fraternità è posto un moderatore scelto dai preti.

Per la fraternità 1 il moderatore è don Loris Fumagalli, parroco di Cividino

Per la fraternità 2 il moderatore è don Ivan Dogana, parroco di Predore

LE FINALITA' DELLA CET

Il riconoscimento e la promozione delle responsabilità laicali, in prospettiva sinodale, sia per quanto riguarda l’ambito delle ‘terre esistenziali’, sia per quanto riguarda la vita delle comunità parrocchiali;

  • l’organizzazione di iniziative formative, culturali e pastorali destinate a tutti i soggetti ecclesiali presenti, e al territorio in tutte le sue espressioni, favorendo forme di coinvolgimento e corresponsabilità;

  • la proposta di forme di annuncio, accoglienza e accompagnamento destinate a coloro che non partecipano alla vita parrocchiale;

  • la collaborazione con tutti i soggetti territoriali, adottando il criterio della ‘mediazione culturale’

  • l’assunzione delle ‘terre esistenziali’ come ‘forma connotativa’ della vita e della missione della Chiesa in aderenza ai vissuti concreti delle persone:

 

famiglia ed educazione: inerente alle diverse età della vita e alla famiglia, alla crescita e all’educazione, all’annuncio e alla catechesi, alla dimensione vocazionale e spirituale della vita;

 

vita sociale e mondialità: inerente alla società e al lavoro, alle missioni, alle migrazioni, al dialogo con le altre confessioni cristiane, le religioni e le diverse esperienze religiose.

 

prossimità e cura: inerente alla carità, alla salute, alla disabilità;

 

cultura e comunicazione: inerente al mondo della cultura, delle comunicazioni sociali e dei beni storici dell’arte; alla liturgia e alle sue espressioni, alla pastorale universitaria, ai pellegrinaggi e al turismo.

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